
FABRIANO – Il 25 aprile non è stata solo una giornata di festa nazionale, ma un momento di profonda spiritualità e comunione per la comunità francescana locale. Nella splendida cornice della Chiesa di Santa Caterina, 18 giovani della Gioventù Francescana (Gi.Fra) di Fabriano hanno vissuto il rito delle Promesse e dell’Accoglienza, mettendo il proprio cammino di fede al centro della loro vita.
Per un giovane francescano, la Promessa non è un traguardo, né una formula da recitare a memoria. È il "cuore pulsante" di un’esperienza che trasforma l’ordinario in straordinario. Si tratta di un percorso fatto di volti, di storie e, soprattutto, di una condivisione autentica.
I ragazzi sono chiamati a mettersi in gioco davanti al Signore senza maschere, portando con sé tutto ciò che sono:
Durante la celebrazione, i 18 giovani hanno pronunciato (o rinnovato) il proprio "sì". Un impegno che interroga la quotidianità e che cerca di farsi concreto nelle piccole scelte di ogni giorno, anche quando le sfide della vita sembrano farsi più dure.
"Le promesse non sono parole scritte, ma scelte vive. Sono i passi che cerchiamo di compiere insieme, sostenendoci nelle fatiche e gioendo nelle vittorie di ciascuno."
Il vero fulcro della serata è stata la Fraternità. Nella visione di San Francesco, non si cammina mai soli: la fede cresce e si fortifica nel confronto con l'altro. Questi giovani hanno scelto di continuare a camminare insieme al Signore, testimoniando che è possibile vivere la giovinezza con entusiasmo, responsabilità e un pizzico di sana follia evangelica.
A questi ragazzi va l’augurio di tutta la comunità, affinché quel "sì" pronunciato il 25 aprile possa risuonare forte in ogni loro gesto futuro.




